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Christina Mairhofer

A caccia di tartufi con Gino e il suo assistente a quattro zampe

Come tutti gli anni, da metà ottobre andremo una volta alla settimana alla ricerca di tartufi in compagnia di Gino Bechi e il suo cane. Anche se nella nostra regione è possibile trovare tartufi tutto l’anno, è questo il momento migliore per il pregiato tartufo bianco di San Giovanni d'Asso.
 
Gino, tartufaio per passione da oltre 20 anni, possiede una tartufaia privata su un terreno non recintato. Quindi, bisogna alzarsi di buonora, altrimenti il tartufo a volte è già sparito! San Giovanni d'Asso conta 1.000 abitanti, dei quali 800 dediti alla ricerca del tartufo. E non tutti hanno il proprio boschetto…

Il minivan dell’Hotel ci porta a San Giovanni d'Asso, una frazione di Montalcino, dove incontriamo Gino e il suo inseparabile amico a quattro zampe. Willy, un simpaticissimo cane da caccia, dal fiuto infallibile, è già impaziente e difficile da trattenere. Sa bene, che tra poco inizieremo la nostra escursione attraverso la tartufaia che si estende lungo un fiume. Per quanto il percorso di circa 6 chilometri non sia impegnativo, ci addentriamo nel bosco, seguendo sempre il naso di Willy. A questo punto, scarpe robuste sono un must.

La cosiddetta caccia al tartufo è un’attività che a volte richiede molta pazienza. Willy, da subito scorrazza tra alberi e cespugli, scansionando il sottobosco col suo naso. Poi, quando inizia a scavare come un matto, è il segno che l’animale ha intercettato l’inconfondibile profumo che il tartufo emette al momento della sua maturazione. Talvolta il tubero si nasconde sotto uno strato sottile di foglie, ma può anche celarsi a mezzo metro di profondità. Non appena l’animale ha individuato il tartufo e inizia a estrarlo dal terreno, il tartufaio deve essere tempestivo nel fermarlo, per impedirgli di ingerire il ghiotto boccone. Gino infatti, lo richiama e lo distrae, gratificandolo con un biscottino.

La ricerca del tartufo è un’esperienza affascinante che regala momenti intensi di suspense in mezzo alla natura incontaminata. Ma è anche un’occasione imperdibile per osservare la sinergia perfetta e il legame indissolubile tra l'uomo e l’animale - e la gioia condivisa, quando il prezioso fungo viene finalmente trovato. Per Gino il suo cane è come un membro della propria famiglia, lo tratta sempre in modo affettuoso e non lo esporrebbe mai a pericoli. Per questo non si stanca mai di sottolineare, quanto sia importante che Willy percepisca la caccia al tartufo come un gioco e che si diverta.

Anche se il Lagotto Romagnolo è la razza per eccellenza, quasi tutti i cani possono essere addestrati per la caccia al tartufo. E un buon cane da tartufo può valere anche 4.000€. Ma nonostante l’esperienza del tartufaio e il buon fiuto del cane il successo non è sempre scontato. Ci sono annate buone e meno buone. Molto dipende dall’ incidenza delle piogge estive, che devono scendere in abbondanza e al momento giusto. Il 2018 ad esempio è stata un’annata memorabile: abbiamo rinvenuto tartufi di oltre 200g ad ogni uscita. Una volta siamo persino riusciti a scovare un “gigante” di 350g. (il record a S. Giovanni d'Asso è di 1kg). L’anno precedente invece è stato davvero difficile per il tartufo bianco e la raccolta piuttosto scarsa. Ma dopotutto il tartufo è un dono della natura ed è proprio questo che lo rende così speciale.

La nostra escursione non può che concludersi con una prelibata degustazione. Serenella, la moglie di Gino, ci accoglie nell'Agriturismo La Canonica con un piatto di pasta con scaglie di tartufo fresco e un bicchiere di ottimo vino Rosso d’Orcia DOC – non c’è modo migliore per assaggiarlo!

Dopotutto è l'autunno il momento ideale per “assaporare” la Toscana. Tra le sue dolci colline, oltre al tartufo vi attendono prelibatezze come il vino novello, l’olio d'oliva fresco, il pregiato zafferano di San Quirico, le castagne, i porcini del Monte Amiata e molte altre gustose specialità.