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L’anima dell’ospitalità

Un’intervista con Andrea Rier – Direttrice dell’ADLER Lodge ALPE

Da maggio di quest’anno, Andrea Rier è al timone del nostro esclusivo hotel sull’Alpe di Siusi. Con vera passione, un occhio attento ai dettagli e una chiara visione d’insieme, porta avanti la nostra missione di trasformare ogni soggiorno in un’esperienza memorabile. Curiosi di scoprire chi è la nuova “anima dell’accoglienza” del Lodge? Ve la presentiamo in quest’ intervista.
 
Signora Rier, ci racconti: com’è arrivata a dirigere l’ADLER Lodge ALPE?
Quando Nicol Lobis, la collega che mi ha preceduta in questo ruolo, è entrata in congedo di maternità, si è presentata per me l’opportunità di raccogliere il testimone. Ho accolto con entusiasmo questa sfida, e non solo perché mi identifico pienamente con la filosofia del Lodge: l’Alpe di Siusi ha un posto speciale nel mio cuore, sin dall’infanzia: da bambina trascorrevo intere estati in una malga - un’esperienza bellissima che ha creato un legame profondo con questo luogo. Ovviamente, non si tratta del mio primo impiego nel mondo dell’hôtellerie: per oltre 15 anni ho lavorato in un prestigioso hotel di Ortisei, occupandomi di acquisti, controlling e gestione. Successivamente, per due anni, ho ricoperto il ruolo di responsabile delle assunzioni per il gruppo ADLER Hotels.

Cosa apprezza di più del suo nuovo ruolo?
Ciò che amo di più è l’atmosfera informale e familiare che si respira in una realtà raccolta come questa e il rapporto personale e spontaneo che si instaura con assoluta naturalezza sia con i collaboratori che con gli ospiti. E poi, essere immersa in questo scenario incantevole, dove mi sento davvero a casa, dà significato e valore a tutto ciò che faccio. Ed è proprio questo che rende ogni giornata così speciale e motivante.

L'ADLER Lodge ALPE vanta da oltre dieci anni un successo crescente. Il tasso di occupazione è mediamente oltre il 90%. C’è ancora spazio per migliorare e evolversi?
Senza alcun dubbio il concept del Lodge si è dimostrato vincente, tuttavia vedo ancora margini per arricchire ulteriormente l’esperienza degli ospiti. A volte sono i piccoli gesti e i dettagli curati con amore a fare la differenza. Ci sta particolarmente a cuore avvicinare i nostri ospiti ancora di più alle tradizioni e ai sapori del territorio, ad esempio organizzando degustazioni dei prodotti genuini dalle malghe o deliziandoli con gustose specialità come il Kaiserschmarrn, preparato al momento e servito sul terrazzo alle note della fisarmonica. Siamo costantemente alla ricerca di nuove idee per offrire esperienze autentiche che raccontino la vita sull’alpe e il profondo legame della nostra gente con il territorio e con le loro radici contadine.

Un consiglio speciale per un ospite che soggiorna al Lodge per la prima volta e vuole vivere qualcosa di unico?
Invito sempre i nostri ospiti a partecipare ai nostri programmi outdoor che rappresentano uno dei punti di forza dell’esperienza ADLER. Tra le attività più amate ci sono le escursioni Bike & Hike con le guide Erich e Georg: percorsi spettacolari, immersi nello splendido scenario delle Dolomiti che permettono di esplorare anche mete più remote, risparmiando tempo e fatica. E, per concludere al meglio la giornata, suggerisco un trattamento in spa o un rigenerante bagno nella nostra piscina panoramica a sfioro – un modo perfetto per unire avventura e relax.

Qual è il complimento più bello che può ricevere come direttrice del Lodge?
Per me il complimento più sincero e gratificante è quando, al momento del check-out, gli ospiti prenotano già il loro prossimo soggiorno. Se poi consigliano la nostra struttura anche ai loro amici e familiari, allora so che non solo abbiamo soddisfatto le aspettative, ma anche lasciato il segno nei loro ricordi di vacanza.

Come riesce, in quanto madre di tre figli (15, 13 e 9 anni), a conciliare carriera e famiglia?
Riuscire a far convivere lavoro e vita familiare non è semplice, però è possibile grazie a una solida rete familiare, orari di lavoro flessibili e una pianificazione attenta. Ma soprattutto grazie al sostegno delle mie colleghe e dei miei colleghi, sui quali posso sempre contare e che non mi deludono mai.

E cosa fa quando sente il bisogno di un “reset” interiore?
Dopo una giornata di lavoro intensa spesso mi concedo una tranquillità sessione di yoga – o d’estate un bel tuffo rinfrescante nel laghetto di Fiè. In quei momenti riesco davvero a staccare la spina e ricaricare le batterie per ripartire al meglio il giorno dopo.

Grazie di cuore, signora Rier, per questa conversazione ricca di spunti. Le auguriamo tanta soddisfazione e successo nel suo nuovo incarico.